Cambiamento

Selvaggio nella mente compresso dal sistema un giorno mi svegliai con nel cuore pena,
capii immantinente che l’unica salvezza stava nel cambiamento e non nella tristezza.
La strada è stata dura e lo sarà ancora perché quando cominci solo il cambiamento ti consola.
Sapere che il tuo oggi è l’unico che hai, problemi non ti genererà perchè tu lo vivrai.
lo vivrai appieno e nel tuo cambiamento il tuo sole brillerà anche se fuori è brutto tempo.
Il tempo che il dio denaro non può comprare solo tu sereno lo puoi modificare,
vivi ogni giorno senza aspettare sera e per te ogni giorno nuovo sarà una primavera.
Se il tuo oggi è stato uguale al tuo ieri inizia a preoccuparti e riordina i pensieri,
dopo che l’avrai fatto arriva il bello e cominci a fare pulizia nel tuo cervello.
Schemi, false paure ed i limiti del sistema sono tra le cause che crean la tua pena,
quando la pulizia avrai terminato nuovo spazio per la vita si sarà creato.
La prima volta è dura ma poi va sempre meglio perché sempre più piccolo sarà il tuo fardello.
Forse non ti sei accorto che nel frattempo hai già cominciato il tuo cambiamento,
ora che spazio nella vita hai creato persegui ciò che hai sempre desiderato.
Non posso garantire il risultato ma avrai la certezza di averci provato.
Chi non ci prova lì rimane a leccarsi le ferite come un cane,
solo nella propria tristezza e lamentela come tutti coloro che non arrivano alla mela.
Se tu non vuoi cambiare mi dispiace nulla ci si può fare quando tutto tace,
Se il tuo cervello è così pieno e spazio non vuoi dare al tuo presente capirai un giorno che questa lunga vita non ti è servita a niente.
Non è mai tardi per cominciare per credere in te stesso se liberi la mente da ogni facile pretesto,
vivi ogni giorno come se non ci fosse domani perché ciò che hai rimandato ti resta fra le mani.
Io ho cominciato da lungo tempo e di questo mio cammino son contento,
auguro a te che leggi le mie parole un giorno nuovo in cui risplenda il sole.
Un giorno nuovo in cui risplenda ancora il fanciullo che vuol crescere e che in te ancora dimora.

Amerigo

Il Muro

Un semplice dolore.

Qualcosa che ti schiaccia il petto.

L’eterno problema del non esserci, riassunto in: “Mentre buttavano giù il muro di Berlino, io

dove ero?”Dove volevo essere o meglio da dove non avevo voglia di spostarmi.

Quel muro non c’è più ma quelli nei propri orizzonti, ed a difesa delle proprie paure, crescono dentro ed intorno.

Non so perché scrivo, forse spero di poter condividere qualcosa con qualcuno, forse continuo a

sperare, ancora una volta.

La mia condizione mi impedisce in momenti di attenzione di sentirmi davvero meglio.

Sono così tanto diverso da un tempo e così tanto uguale a me stesso da sentirmi come una palla che da ferma parte, rotola, va e vede cose da tante angolazioni diverse, poi comincia a rimbalzare e vede anche da tante altezze diverse.

Una palla se non la muove qualcuno rimane ferma ma ciò che non ti abitui mai a credere è che sarà

sempre una palla.

Puoi fare ciò che vuoi ma rimani ciò che sei.

Il momento di attenzione è passato e guardo nuovamente alla vita con speranza , ricordo il mio passaggio da “cristal ball”, attraverso tutti gli stadi fino a mongolfiera e oltre fino alla luna.

Quanto lontano si può andare con la fantasia scendendo solo poche righe?

Almeno quanto immobili si può rimanere nell’indifferenza della vita.

Amerigo

Amore

Dolce l’oblio dei pensieri mentre affogano nel turbine del cuore.

Lascio che gli occhi guardino dentro, mentre la neve copre le miserie di un giorno che muore.

Il sole di domani asciugherà le mie paure e non giudicherò più le tue parole.

Vivi con il cuore e libera la mente, se vivi senza amore, vivi inutilmente.

Amerigo

Falsa libertà

Leggero nell’aria credi di poter volare, ogni alito di vento ti muove.

 rimani invece lì, bandiera legata al palo ad un’altezza variabile, scelta da coloro che, valutando la forza del vento o il giorno di festa, decidono.

Ti senti, credi ma sei legato là.

Amerigo

La casa di Anna Frank

Toccante, mi sono sentito li.

stillrocking

Quante volte in passato io stessa ho liquidato il pensiero dell’olocausto in modo spiccio, quasi stufa di tutto questo parlare di ebrei, di sterminio e di campi di concentramento.

Anche recentemente,  parlando con amici, dicevo che sarebbe ora che questi “orrendi monumenti” in ricordo di quel periodo sparissero e fossero sostituiti magari da bellissimi giardini in memoria di tutte le persone che vi hanno sofferto.

Ora posso dire che mi sbagliavo, mi sbagliavo alla grande. Anna Frank e tutto ciò che ancora tangibilmente ci ricordano quegli eventi storici non possono essere messi da parte o sostituiti da una targa o un bel giardino.

Bisogna leggerlo e “sentirlo” quel diario e poi salire quelle scale ripide e poi quelle stanze… Passateci qualche minuto, senza attraversarle con noncuranza e pensate che è proprio lì che Anna ha vissuto, in quelle stanze, chiuse e oscurate ogni singolo giorno per due anni.

Anna Frank…

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Se fosse….

Se fosse, voce del verbo “essere” ma non sembra, vero? Che tempo è?
Futuro improbabile?
Futuro semplice, che vuol dire facile o di poco spessore?
Futuro prossimo cioè quello di coloro che ti stanno accanto o che arriverà?
Futuro anteriore, quello che sta così avanti che non sembra nemmeno il tuo?

Se fosse è congiuntivo imperfetto, come me,tanto anello della mia catena, quanto imperfetto.

Amerigo