Falsa libertà

Leggero nell’aria credi di poter volare, ogni alito di vento ti muove.

 rimani invece lì, bandiera legata al palo ad un’altezza variabile, scelta da coloro che, valutando la forza del vento o il giorno di festa, decidono.

Ti senti, credi ma sei legato là.

Amerigo

La casa di Anna Frank

Toccante, mi sono sentito li.

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Quante volte in passato io stessa ho liquidato il pensiero dell’olocausto in modo spiccio, quasi stufa di tutto questo parlare di ebrei, di sterminio e di campi di concentramento.

Anche recentemente,  parlando con amici, dicevo che sarebbe ora che questi “orrendi monumenti” in ricordo di quel periodo sparissero e fossero sostituiti magari da bellissimi giardini in memoria di tutte le persone che vi hanno sofferto.

Ora posso dire che mi sbagliavo, mi sbagliavo alla grande. Anna Frank e tutto ciò che ancora tangibilmente ci ricordano quegli eventi storici non possono essere messi da parte o sostituiti da una targa o un bel giardino.

Bisogna leggerlo e “sentirlo” quel diario e poi salire quelle scale ripide e poi quelle stanze… Passateci qualche minuto, senza attraversarle con noncuranza e pensate che è proprio lì che Anna ha vissuto, in quelle stanze, chiuse e oscurate ogni singolo giorno per due anni.

Anna Frank…

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Se fosse….

Se fosse, voce del verbo “essere” ma non sembra, vero? Che tempo è?
Futuro improbabile?
Futuro semplice, che vuol dire facile o di poco spessore?
Futuro prossimo cioè quello di coloro che ti stanno accanto o che arriverà?
Futuro anteriore, quello che sta così avanti che non sembra nemmeno il tuo?

Se fosse è congiuntivo imperfetto, come me,tanto anello della mia catena, quanto imperfetto.

Amerigo

INTERVISTA A LUCA, VOLONTARIO DELL’A.V.O.

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Oggi incontriamo Luca, volontario dell’A.V.O. (Associazione volontari ospedalieri) dal 2012

Ciao Luca, grazie per il tempo che ci dedichi. Vuoi farci una tua breve presentazione?

Figurati è un piacere, per quanto riguarda me appunto, mi chiamo Luca, lavoro presso una multinazionale ed in particolare mi occupo di computer, contatti con i fornitori e Service desk. Sono genitore di due stupendi figli.

Come sei venuto a conoscenza dell’A.V.O.?

Ho incontrato l’associazione durante una festa di quartiere dove alcuni volontari sponsorizzavanol’associazione.

Come si è svolta la selezione per entrare a far parte del gruppo di volontari?

In realtà non si tratta di una selezione, chiunque può chiedere di far parte del gruppo.

A seguito della propria adesione si partecipa ad un corso formativo-conoscitivo generalmente articolato in 5 incontri, dove si entra in contatto con il mondo del volontariato, le peculiarità del servizio di supporto che si andrà ad offrire e più…

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Tufolino

Tufolino cuorcontento a piedi nudi se ne va, caldo è il sole fischia il vento come è bella la libertà.

Due bambini in un boschetto sono afflitti dal dolore uno dice a Tufolino, “abbiamo fame o buon signore, mamma è morta babbo è in guerra e  la fame ci maltratta qui c’è un sacco di fagioli ma ci manca la pignatta”,  Tufolino gridò: “Oh Dio, la pignatta ce l’ho io,  la portavo per cappello ed offrirvene io ne godo, prenderem l’acqua al ruscello ed insiem faremo il brodo”.

Detto fatto i tre piccini al pranzettino fanno festa ora riparte Tufolino, nudo ai piedi e nuda la testa.

Amerigo (grazie Ziellina)

Chi è l’altro se non una proiezione di noi stessi?

stillrocking

Un po’ di tempo fa avevo pubblicato un articolo sul volontariato:

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/17/per-noi-o-per-gli-altri-il-volontariato/

Avevo promesso almeno due interviste a volontari per approfondire le motivazioni, le emozioni, ma anche gli aspetti pratici legati a questa attività. Beh, non ci crederete, è solo da pochi giorni che ho in mano le interviste e sapete perché?

Perché, a differenza di una diffusa visione del volontario come persona che, avendo molto tempo a disposizione, decide di dedicarne una parte agli “altri”, la realtà è ben diversa.

Il volontario è una persona che non ha tempo da “riempire”, spesso è una persona attiva nel mondo del lavoro, ha figli, famiglia, nipoti e magari anche genitori a cui dare ascolto e aiuto.

Chi sono “gli altri”, “il prossimo”, “i bisognosi”?

Il clima culturale in cui la maggior parte di noi è cresciuta ci insegna, ci fa capire o per lo meno sperare che aiutando gli altri è…

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