Chi è l’altro se non una proiezione di noi stessi?

stillrocking

Un po’ di tempo fa avevo pubblicato un articolo sul volontariato:

https://stillrocking.wordpress.com/2016/01/17/per-noi-o-per-gli-altri-il-volontariato/

Avevo promesso almeno due interviste a volontari per approfondire le motivazioni, le emozioni, ma anche gli aspetti pratici legati a questa attività. Beh, non ci crederete, è solo da pochi giorni che ho in mano le interviste e sapete perché?

Perché, a differenza di una diffusa visione del volontario come persona che, avendo molto tempo a disposizione, decide di dedicarne una parte agli “altri”, la realtà è ben diversa.

Il volontario è una persona che non ha tempo da “riempire”, spesso è una persona attiva nel mondo del lavoro, ha figli, famiglia, nipoti e magari anche genitori a cui dare ascolto e aiuto.

Chi sono “gli altri”, “il prossimo”, “i bisognosi”?

Il clima culturale in cui la maggior parte di noi è cresciuta ci insegna, ci fa capire o per lo meno sperare che aiutando gli altri è…

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La Campana

Campana

La campana suona piano ma si sente da lontano.

Gira il cerchio della viva e ti sfugge fra le dita.

Dorme l’uomo e il suo tempo non aspetta un momento.

Sveglia uomo sveglia ora prova a dire una parola.

Lascia indietro le paure chi non vive presto muore.

Amerigo

Brandelli

Scorrono fra le dita i brandelli della mia vita.

Fiero lo sguardo per andare avanti e cercare di ripararli tutti quanti.
Pagliaccio della mia vita lascio, dietro di me il vuoto e a nulla serve un impegno devoto.

Il dado ormai è tratto amico mio, nessuno ti da il suo perdono, forse neanche Dio.

Raccogli ciò che rimane e tienilo bello stretto.

Non sei stato capace di tenere nulla a cui tenevi, non hai saputo amare ciò che amavi ed ora in vecchiaia che ti aspetti che chi hai umiliato ti rispetti?

Che sia forse in grado di capire che eri incapace nell’agire.

Sopporta e stai in silenzio fratello mio che forse, almeno lui perdonerà,

la tua scellerata vita matta, costellata di buoni propositi ma nessuna cosa fatta.

Amerigo

La Fenice

Sto per morire.
Lo sento dentro la pelle in quest’anima assurdamente piegata.
Lacrime secche bagnano nude prigioni e mi attardo davanti alle fiamme.
Il dolore acceca ogni pensiero aspettandomi.
So cosa accade
Oggi muoio
Oggi rinasco

Contrasto

Nemica dei sogni, nemica della vita, riecco all’improvviso Milano fra le dita.
Tutto rimane uguale rispetto al giorno stato quando dentro di te nulla è cambiato.
Rimani sveglio e attento e credi nel domani ed ecco per magia, la tua vita tra le mani.
Carezza piano, non sbattere le porte che a tutto c’è rimedio, anche alla morte.

Amerigo

Un semplice dolore.

Qualcosa che ti schiaccia il petto.

L’eterna sgradevole sensazione del non esserci, che si può riassumere così:

“Mentre buttavano giù il muro di Berlino, io dove ero?”

Dove volevo essere o forse, da dove non avevo voglia di spostarmi?

Quel muro non c’è più ma quelli nei propri orizzonti ed a difesa delle proprie paure, crescono dentro ed intorno.

Non so perché scrivo, forse spero di poter condividere qualcosa con qualcuno, forse continuo a sperare, ancora una volta.

La mia condizione mi impedisce in momenti di attenzione di sentirmi davvero meglio.

Sono così tanto diverso da un tempo e così tanto uguale a me stesso da sentirmi come una palla che da ferma parte, rotola e  va, vede cose da tante angolazioni diverse poi, comincia a rimbalzare e vede anche da tante altezze diverse.

Una palla se non la muove qualcuno rimane ferma ma ciò a cui non ti abitui mai è capire che sarà sempre una palla.

Puoi fare ciò che vuoi ma rimani ciò che sei.

Il momento di attenzione è passato e guardo nuovamente alla vita con speranza, ricordo il mio passaggio da “cristal ball”, attraverso tutti gli stadi fino a mongolfiera ed oltre, fino alla luna.

Quanto lontano si può andare con la fantasia scendendo solo poche righe?

Almeno quanto immobili si può rimanere nell’indifferenza della vita.

Amerigo