E’ nato un Topo (ed ogni giorno rinasce)

Il diciassette giugno del sessantaquattro è venuto al mondo un topo tutto matto
negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza con mamma e con papà cresceva questa lenza.

Il mondo è quel che è, ma lei lo ignorava e compressa cresceva e della vita schiava.
Negli anni poi, via via da sola ha imparato che quello che ti impongono spesso è sbagliato.

La strada è sempre dura se non usi scarpe giuste e nelle scelte ardue occorrono le buste, alcune volte capita che sia solo una ed altre volte invece che non ce n’è nessuna.

In questa occasione non hai molto da fare se non aprir la busta e le dita incrociare,
chi sa che il diciassette sia un numero fortunato non solo per il giorno in cui il Topo è nato.

In questo giorno lieto di trenta e più insiem passati con batterie nuove e dentro maturati, un grande augurio arriva dal cuore e dal cervello per questo compleanno sperando che sia bello.
Poeta ancora giovane, quasi menestrello. mi scuso per le rime e mi tolgo il cappello.

Amerigo

 

Musica dentro

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Le note di un piano, i binari di un treno, la carta che asciuga le lacrime, il cuore che batte, il mio respiro interrotto poi, di nuovo il respiro, il cuore che batte, la carta che asciuga e di nuovo i binari così vicini e per sempre lontani ed ancora le note di un piano che come passi scandiscono il trascorrere della vita.

DO uno sguardo al mondo, REsto immobile, MI sento sperduto FA male pensare, SOLo, LA, SI DOve ti porta il cuore. REsisti, MIgliora, FAtica SOLamente LAsciandosi andare SI può DOrmire col cuore leggero.

La musica incalza, le note battono ora in testa come un martello ed è sempre più forte, non sento altro che note, note, note.

Rimango qui con il mio spartito, voglio provare a scrivere la mia musica, la chiave di violino, la chiave di basso, la chiave della vita.

Sono stufo di cantare le loro canzoni, non raccontano di me, non raccontano di te non raccontano nulla di nessuno  noi.

Credi di riconoscerti nelle parole, nelle note, nella loro vita e crei così la tua gabbia, il tuo schema e diventi il tuo giudice, il tuo aguzzino, il tuo carnefice.

Colpevole.

Solo Dio può giudicarmi.

La loro musica non  sarà mai più la mia.

Sono uscito, sono fuori dal pentagramma, strido come una nota alta, vibro come una nota bassa questa è la musica della mia vita, la colonna sonora del mio cuore.

Non provare a capire, questi siamo io e la mia musica, se ti riconosci in queste parole chiudi e comincia a tirare le righe del tuo spartito, sii libero nell’anima e dimentica che potrà non piacere, è la tua musica e vale solo per te.

Amerigo

Buongiorno

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La luce squarcia il buio da dietro le montagne e sale piano piano il suono dalla valle.
I galli cantano i cani fanno festa e a te che ancora dormi risuonan nella testa.
Cinguettano gli uccelli la nebbia si dirada e lemmi i primi uomini invadono la strada.
Sale dal bosco, il profumo della natura che forte apre le sue porte e lascia dietro se i rumori della notte.
Ogni giorno un miracolo, quello della vita buona giornata a te che leggi la mia rima.

Perchè!

Ciao,

in attesa di acquisire un minimo di capacità nel gestire questo nuovo mondo vi spiegherò il perché del nome.

Semplice-mente-Semplice.

Qualcosa di semplice, semplicemente per menti semplici, ovvero cose semplici facilmente descritte per essere capite da tutti.

Così è come vorrei mi fosse parlato e mi fossero insegnate le cose, così è come cercherò di comunicare con Voi.

Bene, ora che ho rotto il ghiaccio mi dedicherò a capire come funziona un blog e cercherò di creare la prima sezione dove pubblicherò ciò che ho scritto nella mia vita e mai pubblicato.

Vi aggiornerò nei prossimi giorni sui miei progressi.

Grazie per essere qui.

Amerigo.